Non so dire esattamente cosa sia, ma varcando la porta di OfficinaStrategia i miei battiti rallentano e le tensioni si sciolgono.
La prima volta ero in ritardo, arrivavo da una telefonata piuttosto accesa, come spesso accade durante i tragitti in auto la mattina.
Mi colpì subito la ritualità dell’accoglienza, che poi ho ritrovato in tutti gli incontri successivi: scambiare due chiacchiere al bancone del bar prima di mettersi al lavoro, sorseggiare tè e sgranocchiare cioccolato durante le fasi più intense di lavoro.
Sono entrato con un progetto da rimettere a fuoco, apparentemente fermo, finché non sono riuscito a guardarlo da una prospettiva diversa e lì ho ricominciato a divertirmi.
In Officina c’è una sala dedicata proprio a visualizzare un progetto o un problema o un’azienda nel suo insieme, potendoli disegnare sulla grande lavagna della sala al primo piano: mi aspettavo un tavolo riunioni, ho trovato un divano e tanta luce.
Il focus è andato subito sul progetto, e da poche semplici domande mi sono ritrovato ad analizzarlo così in profondità da riuscire a collegare tutti i sintomi ad un’unica chiarissima causa. A quel punto sapevo esattamente dove concentrare la mia attenzione e nei giorni successivi si accendevano in me scintille di ispirazione e idee per cambiare direzione e rilanciare il mio progetto.
Ci sono voluti altri due incontri per testare i nuovi scenari e le nuove idee, smontando e rimontando connessioni, tra una pausa in giardino, e una in biblioteca. In pochissime settimane ho ritrovato l’energia necessaria per guidare il mio team verso nuovi obiettivi.
Da quegli incontri paradossalmente lenti e accelerati sono uscito non solo con lo sblocco del mio progetto, ma con una consapevolezza maggiore di me stesso, del mio DNA e del modo in cui posso portare valore ai miei collaboratori.
Qui parlano di valore unico di ogni persona e ogni azienda, e confesso che è bello vederlo emergere.
Oggi sono felice di investire offrendo ai miei collaboratori l’opportunità di fare le stessa esperienza su un progetto in cui sono coinvolti con ruoli di responsabilità. A volte ci ritroviamo tutti insieme intorno al grande tavolo sul soppalco per passare all’azione con il metodo Oxigenio e poi puntualmente litighiamo per chi terrà sotto braccio il grande foglio arrotolato che ha guidato la nostra strategia.