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Meanight in ‘trasferta’ al Festival dell’innovazione Supernova: Interazione è…

Per la prima volta dopo cinque edizioni, il formato Meanight esce dalla casa di OfficinaStrategia per proiettarsi nel cuore del centro storico di Brescia in occasione della seconda edizione del Festival Supernova dedicato all’innovazione.

Meanight, l’evento dedicato alla scoperta di quanti significati possa avere una stessa parola se interpretata da persone differenti, è un esercizio perfetto in un contesto di innovazione perché stimola la mente a non fermarsi al primo significato delle cose, ma ad osservare quali sorprendenti risultati si possano ottenere guardando a punti di vista diversi.

L’appuntamento per la sesta edizione della Meanight è fissato per le 18:30 di sabato 3 Ottobre 2015 presso l’affascinante Aula Falcone-Borsellino dell’Università degli Studi di Brescia, nella sede di Corso Mameli 27 a Brescia. La parola intorno alla quale verranno fornite 11 interpretazioni diverse dai nostri speaker è : INTERAZIONE.

La sala della Meanight

Dopo una breve introduzione del team di Officina Strategia e del format della serata, è Leandro Agrò, fondatore di Frontiers of Interactions ed esperto di Internet delle Cose, a rompere il ghiaccio raccontando di interazione. Lo fa parlandone come di una manipolazione diretta dove gli esseri umani sono gli attori principali ed i creatori della tecnologia che utilizzano. Esempio concreto è il progetto Arduino, scheda elettronica di piccole dimensioni utile per creare rapidamente prototipi, risultato di un’interazione lunga 18 mesi tra gli studenti di un istituto di formazione post-dottorale in design.

Laura Castelletti, vicesindaco di Brescia, declina l’interazione nella sua esperienza politica come la capacità di un sistema di connettere e mettere in relazione le realtà innovative della comunità. Spesso per produrre innovazione non serve creare qualcosa di nuovo quanto piuttosto far interagire il pubblico ed il privato con lo scopo di dare nuovo valore alle cose.

Per Aldo Mazzocchi, avvocato, padre di famiglia, ma anche avventuriero e viaggiatore, si può giocare scomponendo la parola interazione e ricomponendola come azione intera L’azione deve essere condivisa tra tutti gli attori. L’azione isolata, non coordinata nella programmazione e non condivisa nella realizzazione, non è intera, ma è solo una parte di un tutto e come tale perde gran parte del proprio valore.

Stefano Anfossi si definisce un ex architetto trasformatosi in designer. Proprio alla luce di questo suo cambiamento, ci racconta di come i designer oggi disegnino esperienze e preparino il campo per l’interazione delle persone. Interazione quindi come processo aperto con molti attori e poche barriere.

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Il quinto intervento è una vera e propria sorpresa. Davide Tura, pianista e compositore internazionale, dopo averci brevemente descritto la musica come strumento per interagire attraverso le note, ci dimostra concretamente di cosa stia parlando. Davide chiede infatti al pubblico di stimolarlo con qualche vocabolo o aggettivo intorno al quale poi improvvisare ‘live’ una composizione con il piano. L’interazione con il pubblico scaturisce quattro parole (gioia, ghiacciato, cattivo e passione) che vengono poi trasformate da Davide in una performance musicale che colpisce ed appassiona la platea della Meanight.

Roberto Bonzio, giornalista ed inventore del noto blog italianidifrontiera.com, comincia il suo intervento raccontandoci di come la sua passione di raccontare storie possa servire a cambiare la mentalità italiana, a suo dire, vinta dalla sindrome del palio di Siena, cioè in grave difficoltà nel momento di far squadra. Secondo Roberto, raccontare storie serve a cambiare mentalità, a moltiplicare la forza di ispirazione ed a distruggere modi di pensare obsoleti. Interagire raccontando storie di persone che abbattono barriere è un modo per ispirare anche altre persone così come lo è emozionare per costruire un futuro che oggi non siamo ancora in grado di immaginare.

Per Maria Rosaria Scelsi interazione è soprattutto trovare un codice, un modo per comunicare. Lei che di professione attraverso il design racconta storie che rappresentano le identità delle aziende, sente forte l’esigenza di parlare di interazione come una visione di gruppo. Ci racconta infatti di un progetto fotografico denominato ‘Shoot in the air’  che fa interagire persone geograficamente lontane con mezzi multimediali ed interattivi e ne racconta l’identità individuale e di gruppo. Il risultato è una serie di scatti fotografici ed un video. Gli scatti sono accomunati dall’omogeneità del linguaggio fotografico ma contrapposti dalla molteplicità dei luoghi della quotidianità di ciascuno che costituiscono i fondali di ogni scena.

Fabio Podestà, direttore commerciale IED, ex Ikea & Apple,  parla invece dell’interazione così come l’ha spontaneamente vissuta nel corso della sua esperienza professionale nel mondo del retail. Per lui è sempre stata sinonimo di ascolto ed accessibilità. Interazione con le persone ancor prima che diventino clienti. Bisogna saper condividere, ascoltare le persone in modo poi da saper regalare loro delle idee. Ogni interazione è una perfetta opportunità per conoscere gli altri e se stessi.

L’intervento dello speaker successivo, Alessandro Pirani, esperto di innovazione con un Ph.D. in politiche urbane, è un vero e proprio show. Cause di forza maggiore legate alle avverse condizioni meteo obbligano Alessandro a rimanere a Bologna ed a mandarci un intervento video che potete vedere nella sua interezza a questo link: https://vimeo.com/141260997 . Il nocciolo dello spettacolare intervento di Alessandro è l’interpretazione di interazione come dialogo mediato dai simboli. Si parla anche con lui di design e di come tutti gli artefatti pensati, disegnati e realizzati dagli uomini non siano che un modo di vedere la società in cui viviamo, una vera e propria interazione continua tra noi e gli oggetti.

E’ poi il turno di Carlo Federico Simonelli, antropologo che ci parla dell’interazione come di un rapporto simbiotico tra uomo e ambiente. L’antropologia, disciplina di interazione, ci racconta dei modi in cui l’uomo sopravvive al mondo, dell’interazione tra le persone con i simboli ed i valori che li contraddistinguono, e dell’interazione con altri gruppi.

Matteo Caccia di professione crea e racconta storie per teatro, tv e radio. Utilizzando questo talento decide di darci la sua prospettiva di interazione. Ci spiega di come non siamo abituati a vedere le nostre vite come storie; ciò ci permetterebbe di conoscerci meglio, di realmente interagire tra noi. Attraverso due brevi storie raccontate magistralmente alla platea della Meanight, Matteo ci dimostra come sia possibile interagire con i personaggi raccontati e conoscerne l’essenza.

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La serata si è quindi chiusa con il completamento, nello slideshow proiettato durante la serata, della mappa mentale. Quest’ultima, magistralmente pensata e disegnata da Paolo Dusi, si popola di tutte le diverse interpretazioni che i nostri ospiti hanno dato al termine INTERAZIONE.

Per chi volesse, c’è la possibilità di rivivere l’evento scorrendo lo Storify della Meanight che, attraverso i tweet della serata, ricostruisce le emozioni e i racconti di chi l’ha vissuta dal vivo.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato sia come speaker che in sala.

Se avete suggerimenti per la prossima parola da esplorare insieme fateci sapere. Ci vediamo alla prossima Meanight!

 


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