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pOSt – Meanight in OfficinaStrategia: fallimento è…

Meanight è l’evento creato da OfficinaStrategia per fare incontrare punti di vista diversi stimolando la creatività e la nascita di nuove idee attraverso il potere del networking.
Un format pensato per esplorare tutti i possibili significati di una parola attraverso il contributo di 10 speaker che in 3 minuti di tempo ci aprono una finestra sul loro mondo, offrendoci una diversa prospettiva e aiutandoci a guardare le cose sotto una luce nuova.
In fondo non è da questo che nasce un’intuizione? Vedere improvvisamente qualcosa con occhi diversi e partendo da questa nuova immagine della realtà generare soluzioni innovative da trasformare in progetti di successo.

Questa volta la parola sotto osservazione è stata fallimento. Insieme abbiamo scoperto in quanti inaspettati significati può essere declinato un termine a cui generalmente diamo un significato negativo.
 
Right aligned image La serata è stata aperta da Sara, colei che ha immaginato, sognato e creato OfficinaStrategia. Dopo aver cercato un’immagine con cui visualizzare il fallimento, Sara ha capito che non si riconosce nella classica rappresentazione della strada  fatta di bivi che portano in due direzioni opposte, Successo o Fallimento. Per lei la strada è una sola ed è costellata dei piccoli successi e dei piccoli fallimenti quotidiani che incontriamo mentre camminiamo verso il nostro obiettivo.

Per Fabio Lucchi, psichiatra agli Spedali Civili di Brescia, bisogna ricominciare a distinguere rischio, fallimento e catastrofe. Il fallimento è solo uno dei possibili esiti del rischio e il timore dell’incertezza rischia di immobilizzarci. E poi, anche se dovessimo fallire? Niente paura: siamo meno fragili di quando crediamo e col giusto approccio ne usciremo più forti… pronti per cogliere una seconda opportunità!
Simone Bortolotti, personal trainer di atleti del calibro di Alex Bellini e Marco Chinazzo, ha esordito con un’affermazione spiazzante: «Io adoro il fallimento!». Per Simone il fallimento è un bivio a cui ci si ferma per poi ripartire puntando all’obiettivo, un’opportunità fondamentale per riflettere sul presente.

Un autoironico Davide Dattoli, digital strategist e confounder di Talent Garden e Save the Mom, ha esordito parlandoci dei suoi fallimenti negli studi. Per lui il fallimento non è sbagliare, ma fermarsi. Anche l’innovazione nasce dal fallimento, ma si sviluppa solo continuando a muoversi, imparare e cercare nonostante l’errore. Sbagliare è il punto di partenza per evolvere: «Siete pronti a fallire?»
La psicologa psicoterapeuta Barbara Bazzana ha spiegato perché dopo ogni fallimento è necessario accettarsi per quello che si è e imparare da esso. Non fermiamoci al risultato negativo ma guardiamo al quadro d’insieme e forse scopriremo che dietro quel passo falso si cela un momento di successo personale.
 
Left aligned image Per qualche minuto siamo diventati la squadra di Paolo Lancello, ex giocatore e allenatore di pallavolo e oggi direttore tecnico del Volley Millenium Brescia. Per lui fallimento è non cogliere nel segno. Per condurre la propria squadra, il coach deve toccare i tasti giusti per farla uscire da una situazione negativa producendo una reazione energetica che la faccia tornare a volare!

Per Michele Zonca, CTO @ TOK.tv e precedentemente fondatore di Mashape, startup dedicata al mondo delle API, fallire significa non saper gestire un team garantendo il giusto bilanciamento tra le diverse personalità e attitudini e la loro valorizzazione. Anche nel successo può esserci fallimento e, al contrario, di fronte a un intoppo con a fianco un team coeso è più semplice cambiare direzione e ripartire per raggiungere il proprio obiettivo.
Nicola Negro, giornalista pubblicista che si occupa di comunicazione d’impresa e autore “per sbaglio” di La Juventus del Dottore, si è definito un «portatore sano di fallimenti». Per vincere bisogna saper perdere, per questo lui colleziona sconfitte, impara e cerca una chiave per ripartire con un passo diverso.
Giuseppe Barlucchi, babbo 24h, ex commercialista fallito e aspirante imprevenditore, ci ha raccontato come fallire gli ha cambiato la vita, permettendogli di sognare e trovare la sua nuova strada da cui ripartire.

La Meanight si è conclusa con un esperimento di fallimento collettivo condotto da Sandro Paganotti, co-founder e software architect di Comparto Web. Tutti i presenti hanno provato a fare un origami seguendo le istruzioni di un video. In molti hanno fallito. Chissà se a casa ci riproveranno con maggiore successo…

Come sempre gli interventi degli speaker sono stati raccolti in una mappa mentale che ha preso vita mentre loro parlavano. Questa volta a occuparsi delle illustrazioni è stato Luca Bonetti che ci ha disegnato i supereroi del fallimento!
 
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Grazie a tutti quelli che hanno partecipato o ci hanno seguito attraverso il live twitting.
Potete vedere tutte le altre foto della serata nell’album della nostra pagina Facebook!

Di cosa vi piacerebbe sentir parlare alla Meanight di Natale? Alla prossima!


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