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Il mito degli incontri di formazione

“Come spiegherebbe ad un bambino che cos’è la felicità?”
“Non glielo spiegherei… gli darei un pallone e lo farei giocare”
(Dorothee Solle)

Esiste un vincolo ed è rappresentato dagli elementi che compongono l’azienda stessa, le persone. Un vincolo strategico, che determina la capacità dell’azienda di generare risultati economici, ma non solo. Un vincolo su cui investire, oggi più che mai, per creare e condividere valore in un mercato che deve essere reinventato. Un vincolo dalle mille sfaccettature, che sono le diverse personalità che lo compongono, da integrare in un unico sistema nel rispetto delle individualità. Ma come investire su questo vincolo? La formazione funziona? Dipende da come viene condotta. Noi abbiamo provato a partire dalle individualità per costruire il sistema.

Vi sognereste mai di entrare in un negozio e trovarci un unico capo, di un’unica taglia, che possa essere confortevole per tutti?  Partendo dallo scetticismo nostro e dei nostri clienti rispetto all’efficacia della formazione in aula, abbiamo studiato l’offerta di formazione aziendale negli ultimi 10 anni e verificato che, indipendentemente dall’efficacia delle tecniche adottate, queste non risultano mai essere essere perfettamente adattabili a tutti i partecipanti.

E allora accade spesso durante una sessione di formazione che una parte dell’aula finisca in un cono d’ombra formativo e che, al termine del corso, questa parte riporti in azienda resistenze che si ripercuotono sul benessere aziendale, soprattutto in processi di cambiamento accelerati, quelli che non lasciano spazio alle differenze di velocità e profondità di apprendimento.

Stiamo forse riducendo (o banalizzando?) il discorso, ma la riflessione ha trovato risposta in un progetto formativo “sui generis” che abbiamo gestito negli ultimi sei mesi. Accade che ad un gruppo di colleghi della stessa azienda, impegnati in un progetto di organizzazione aziendale mirato a ridisegnare il sistema di ruoli, processi e competenze, venga proposto un percorso formativo, a supporto di un percorso di cambiamento progettato sulla necessità di migliorare la coesione ed il benessere delle persone in azienda. Come di consueto viene stilato un calendario che tocca i “soliti noti” della sfera formativa – comunicazione, negoziazione, strategie di vendita, etc – e fin qui, tutto regolare.

L’accordo con l’imprenditore è di lavorare alla costruzione del gruppo parallelamente alle iniezioni di formazione commerciale. Tutto pronto in OffcinaStrategia: brioche, post it, lavagna, un proiettore e un team di docenti multidisciplinari. Valentina è l’esperta dei processi organizzativi e commerciali, Dario interviene per insegnare le tecniche di scrittura di una email commerciale e poi c’è Andrea. Andrea è uno psicoterapeuta di stampo clinico, uno che ha studiato le persone ed i loro comportamenti, non le tecniche di vendita.

Eppure decidiamo che sia proprio Andrea a gestire il modulo di come parlare in pubblico e gestire una trattativa. Andrea accende il proiettore, sorride per mettere tutti a proprio agio, e mano a mano che le slides scorrono, iniziano ad emergere i bisogni sottostanti: le persone improvvisamente smettono di parlare di lavoro e argomentano le slide con fatti personali appartenenti alla sfera di privata.

Curioso, qualcosa stava emergendo al di là della consegna iniziale. Il gruppo inizia spontaneamente a muovere in modo evidente i bisogni reali, chiedendo implicitamente al conduttore di portarlo a comprendere l’interazione tra l’azienda, le persone ed il lavoro stesso. Le persone escono pienamente soddisfatte dall’esperienza delle sessioni, vive, consapevoli, ogni volta sentendosi più forti come gruppo e come persone. Il loro nuovo ruolo è chiaro (beh, glielo avevamo anche disegnato ;-), le paure se ne vanno e con loro si abbassano le resistenze al cambiamento di quel percorso aziendale che sembrava tanto difficile da affrontare.

Andrea si sente come un vivaista che vedendo le sue piante sofferenti per il caldo vaporizza acqua sulle foglie, ma non annaffiandole direttamente.
Il dado è tratto…nasce un nuovo modello formativo, del tutto unico ed originale nel suo genere. L’obiettivo è il benessere del singolo, il risultato, magicamente, è il miglioramento della capacità del gruppo. Che cosa ne dicono i partecipanti? “Ma pensa, non ci avevo mai fatto caso!”

Che sia davvero il benessere personale a far cambiare il modo di lavorare di un gruppo verso gli obiettivi aziendali?

Benessere aziendale” è il nostro nuovo intervento per gestire il cambiamento.
Chiamaci per dettagli, naturalmente il programma sarà studiato ad hoc per ogni gruppo di
lavoro e dipenderà dalle persone che parteciperanno.


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