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Vita da startupper: salva-mamme in OfficinaStrategia

Vita da startupper: salva-mamme in OfficinaStrategia

La vita in OfficinaStrategia è sempre più segnata dai ritmi delle startup. Per trasmettervi il clima che si respira abbiamo pensato di fare una serie di interviste agli startupper che abitano il nostro Innovation Lab. Iniziamo con gli sviluppatori di Save The Mom: il CTO Andrea Piovani aka @andreaaaa_p; il Solution Architect Luciano Colosio aka @unlucio; il Signor Developer Daniele Bottillo @cribcaged7.

Come descriveresti il tuo lavoro con un tweet?

Andrea: «Pensare, pianificare , studiare e realizzare, misurare.»

Lucio: «Spiegare ai computer le idee degli umani, rendendo i primi piu’ utili ai secondi e far si che i secondi non abbiano piu’ paura dei primi.»

Daniele: «Al lavoro per la piattaforma più innovativa per le famiglie #savethemom»

Sei riuscito a spiegare ai tuoi genitori in cosa consiste il tuo lavoro? Lo hanno capito?

Andrea: «Più o meno, ma non riescono a ricordarlo.»

Lucio: «Nella mia vita ho attraversato quasi tutti i rami dell’informatica, nella maggior parte dei casi la loro comprensione del mio lavoro e’ “lavora con i computer”. Il problema, non banale, e’ che paradossalmente quello che faccio e’ generalmente molto lontano dall’utente finale per cui lontano dalla loro esperienza. In quest’ultima avventura con “save the mom” pare abbiano capito qualcosina in piu’ sul fine: “lavora con i computer e cellulari, un’applicazione per le mamme” Lo hanno capito? «Non molto, ma almeno stanno cominciando a capirne il risultato :o) Per lo meno hanno capito che non passo la vita a giocare ai videogames e che faccio qualcosa di utile. Anche se mia madre prob commenterebbe “se avesse fatto il medico, l’avvocato o il commercialista sarebbe stato più semplice spiegarlo alle mie amiche”. Purtroppo le sue amiche resteranno con la curiosita’ :)»

Daniele: «No, pensano ancora che aggiusto computer!»

Qual è la parte del tuo lavoro che ti piace di più?

Andrea: «Organizzare le cose e vedere che procedono.»

Lucio: «La possibilita’ di sperimentare cose nuove. E’ un campo che per forza di cose difficilmente diventa ripetitivo, e se si vuole si trova sempre qualcosa di nuovo da studiare, provare e sperimentare. Credo che questo approccio ed i percorsi che ne derivano mi tengano attivo e vivo.»

Daniele: «La progettazione e la pianificazione»

E quella che ti piace di meno?

Andrea: «Perdere tempo a cercare informazioni introvabili su tecnicismi inutili»

Lucio: « I BUGS 😀 No dai, scherzo. In realta’ dal mio lato della barricata un bug spesso diventa una nuova sfida da passare e di conseguenza divertimento. Capisco che ad un utente possa stare un po’ piu’ antipatico 😉 Credo in realta’ la cosa che meno mi aggrada del nostro settore e’ l’errata percezione che se ne ha dall’esterno, spesso legata ad ignoranza. Non siamo un branco di perditempo che “giocano con il computer”, non siamo nemmeno un branco di meri esecutori di ordini come le macchine che comandiamo. Non siamo macchine ne’ semplici braccia. Anzi, le braccia sono l’ultima cosa che usiamo. Sia creativi, troviamo soluzioni a problemi (ok, spesso a problemi che nessuno sa manco d’avere ;P). Far funzionare queste macchine infernali e produrre software per aumentarne le possibilita’ ed la loro utilita’ per gli umani e’ il nostro modo di esprimerci, come la pittura e’ il linguaggio del pittore, e la musica e’ il linguaggio del musicista. Serve cervello, cuore, disciplina ed un pizzico di pazzia che non guasta mai. Tutto cio’ raramente ci viene riconosciuto e viene rispettato, e credo sia proprio questa la cosa che mi piace di meno :)»

Daniele: «Il dover litigare con le librerie altrui e l’apprensione delle scadenze»

 

Le tue esperienze lavorative e di studio precedenti sono state utili?

Andrea: «Sì, ho capito dove ha senso concentrare gli sforzi in base alle tue attitudini»

Lucio: « Purtroppo la parte svolta in italia ha avuto peso quasi 0 nella mia avventura professionale, formazione troppo “blanda” con nozioni spesso obsolete, incomplete e poco rilevanti, e sopprattutto molta poca passione da parte degli organi formativi. Discorso diverso per la parte oltre-aceano della mia formazione: e’ la’ che ho imparato l’amore per l’imparare, per le cose nuove. Ho imparato che nulla e’ impossibile e che bisogna spingere se stessi (push your self) sempre. chi si ferma e’ perduto e, nella mia esperienza, la scuola italia e’ ferma da troppo tempo 🙁  »

Daniele: «Le esperienze di studio no, quello che ho studiato all’università è una blanda base delle nozioni che poi applico al lavoro: le ossa me le sono fatte nelle esperienze lavorative e studiando da auto-didatta. Quindi le esperienze lavorative si, lo studio no :)»

 

Per quello che fai, quanto conta l’esperienza e quanto la personalità?

Andrea: «Sicuramente più l’esperienza, ma la personalità spesso aiuta. Anzi più passa il tempo la seconda guadagna sempre più importanza.»

Lucio: «Sono uno che “impara facendo”. Credo che l’esperienza sia uno dei fattori di maggior peso in ogni cosa, non solo nel nostro lavoro. Una perfetta formazione teorica non sostituisce l’esperienza personale, perche’ nel mondo vero le cose raramente sono come le si legge nei libri (o nei PDF, nel nostro caso). Esperienza si’ ma MAI sentirsi “arrivati”, e’ li’ che ci si ferma e si muore. A chi mi definisce “esperto” o “mago” generalemnte rispondo che sono solo una persona informata sui fatti attuali, nel futuro ci saranno altri fatti. Anche la personalita’ e’ fondamentale. La passione e’ una caratteristica indispensabile per chi si approccia a questo tipo di lavoro, ne sono certo e l’ho imparato sulla mia stessa pelle. C’e’ stato un tempo non lontano dove vicende lavorative mi avevano fatto perdere la passione per una parte del mio lavoro, mai errore fu piu’ grave. Per fortuna me ne sono reso conto, e mi son messo sotto per recuperare :)»

Daniele: «l’esperienza dipende molto dalla personalità, la mia esperienza conta tantissimo ma me la sono sudata»

Come ti vedi tra 5 anni? E tra 25?

Andrea: «Tra 5 solo più vecchio e tra 25 (ma anche meno) a coltivare qualcosa, dalla terra, torno alle origini.»

Lucio: «Per forza di cose vivo in un modo in cui avvengono piccole rivoluzioni ogni 6 mesi, guardare a 5 anni e’ quasi come guardare ad una vita intera :D, in 25 anni ci stanno almeno 2 ere intere 😀 Tra 5 anni credo che piu’ che far parlare le macchine con gli umani sfruttando internet, cercero’ di far parlare gli oggetti tra di loro sfruttando internet per renderli ancora piu’ utili per gli umani. E’ un concetto che c’e’ gia’ da diverso tempo, ma tra la nascita di un’idea e la sua accettazione da parte di tutti passa un sacco di tempo (troppo tempo, per i miei gusti ;P), si chiama: Internet of things»

Daniele: «come oggi…cercando di usare le tecnologie più innovative per creare servizi migliori!»

 

Puoi mandarci uno screenshot significativo di cosa compare sul computer quando stai lavorando?

<< Come evidente dalla lunghezza delle risposte precedenti, anche qui è emersa la diversa prolissità dei tre developers: Lucio ha mandato tre screenshot al posto di uno. Per non appesantire troppo il post ( 😛 ) ne abbiamo riportato uno solo a testa >>

 

Screenshot di Andrea

 

Screenshot di Lucio (uno dei tre 😉

 

Screenshot di Daniele

 


1 Commento a Vita da startupper: salva-mamme in OfficinaStrategia

  1. Milo

    Un CTO, un mito! Grande Andrea!

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