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Italia Startup Open Day

Un ministro in maniche di camicia senza scorta (apparentemente) che prende appunti mentre parlano startupper, angel, incubatori, VC. Uno spazio meraviglioso nella campagna trevigiana che viene portato ad esempio negli startup weekend del mondo come il “most amazing place”. Tante persone – non le ho contate, ma secondo me erano più di 200 – appassionate di tecnologia e startup con tanta voglia di confrontarsi e con una speranza molto forte che qualcosa possa cambiare veramente.

Questo è stato l’Italia Startup open day, evento ad invito organizzato da Riccardo Donadon e la sua creatura, H-Farm, su richiesta del ministro Passera (ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti) per sentire direttamente la voce del popolo delle startup. Passera ha già creato una task force per avere proposte concrete da implementare per favorire la crescita del mondo delle startup in Italia, ma ho avuto l’impressione che volesse sentire la voce non solo di chi ce l’ha già fatta (e lavora nella task force) ma anche di chi, come me, ci sta provando e vive sulla propria pelle, tutti i giorni, le problematiche di creare una web startup in italia.

L’incontro ha seguito un format molto lineare, con una brevissima introduzione del lavoro che la task force sta portando avanti e un altrettanto rapido saluto da parte di Passera. Luca De Biase è stato molto bravo nel gestire l’interazione e nel dare spazio a tutti, riuscendo a mantenere sempre in equilibrio il dibattito e dando la parola a tutti (o quasi). Una giornata baciata dal sole ma, come ha sottolineato Passera, “anche se dovesse piovere troveremo un lato positivo”.

Le proposte sono state molteplici ma, soprattutto per quanto riguarda il mondo startup, la focalizzazione e le necessità sono andate tutte nella direzione delle semplificazione e nell’avere a disposizione strumenti adatti a coinvolgere investitori e collaboratori.

Si è proposto di avere strutture societarie simili alle INC americane (che, non a caso, è forma societaria di SaveTheMom) che permettano di creare pool di azioni da distribuire ai dipendenti, che consentano di avere strumenti quali le convertible note per la raccolta dei capitali (prestiti convertibili che permettono di raccogliere finanziamenti senza dover dare una valutazione economica della startup), contratti adatti a coinvolgere le professionalità anche più alte (non il contratto di apprendistato suggerito al volo da Passera, ma è stata, a mio modo di vedere, l’unica défaillance del ministro).

H-FarmUno dei tasti su cui si è battuto molto è la semplificazione burocratica e l’eliminazione dei mille balzelli e oneri che incidono molto sulla vita di una startup (tipicamente con pochi soldi, tante cose da fare e molto poco tempo da perdere).

Si è parlato di Startup Chile come modello di contaminazione e attrazione dei capitali, raccontato molto bene da Paolo Privitera che ne è ambasciatore nel mondo dopo esserne stato fruitore. In questo caso ho però avuto l’impressione che non tutti abbiano compreso che uno dei vantaggi di quel programma è di avere portato startupper stranieri in Cile che, con le loro idee ed esperienze, stanno accelerando la crescita delle startup locali e hanno acceso un riflettore su di un paese, non quello di avere semplicemente finanziato le startup. Pensare che il programma è costato “solo” 42 milioni di dollari (40 milioni per 1000 startup, 40.000$ a testa) e confrontare questo dato con il ritorno che sta dando, viene subito da pensare: perché non lo facciamo subito anche noi in italia? Vi immaginate che coda di talenti per poter venire in Italia a lavorare? Il bel paese come sogno cultural-startupparo.. non sarebbe male, no?

Un altra proposta che ho apprezzato molto è l’idea di far fare startup al posto delle tesi agli studenti universitari, o stage in startup in cambio di crediti.

Una provocazione che ha avuto molto successo è di chiedere alla Rai di trasmettere i TED Talks per fare crescere la cultura tecnologica/digitale media degli italiani. Il parallelo era con le trasmissioni del maestro Manzi “Non è mai troppo tardi” che hanno tolto mltissime persone dall’anafalbetismo. In tempo reale Rai5 ha risposto ai tweet che lo sollecitavano dicendo che già da settembre in Ted Talk sono in onda… Complimenti alla tanto bistrattata Rai!

Una cosa che è emersa chiara è la richiesta che lo stato non intervenga direttamente nel processo di finanziamento dello startup, ma che permetta a soggetti privati di svolgere il loro lavoro e di favorire l’aumento della concorrenza. Io penso che un programma come startup Cile dovrebbero prevederlo anche per i VC, perché se il mondo degli startuppari non è pronto, quello dei VC non mi pare molto più avanti, anzi!

La giornata si è conclusa con cibo e networking, con il ministro che cercava di assaggiare una fetta di polenta mentre era ancora incalzato da domande, suggerimenti, indicazioni. Ma quando qualcuno gli ha chiesto perché non pensare di rendere permanente la task force per far sì che questo vento di cambiamento sopravviva anche ai cambi di governo, Corrado – ormai ero accanto a lui mentre parlava e lo voglio considerare parte del movimento, quindi via i fronzoli – ha affermato la cosa più importante della giornata: “Anche la cosa migliore, se governata da cani, fa schifo! Dobbiamo lavorare concretamente per obiettivi, ci siamo dati come limite l’estate per avere proposte, se non ce la faremo proveremo con qualche cosa di diverso. Ma dobbiamo avere obiettivi chiari e scadenze certe, altrimenti non cambieremo niente”.

Sante parole caro Corrado, noi ti crediamo. Adesso dimostraci che qualcosa cambierà. Davvero.


3 Commenti a Italia Startup Open Day

  1. livio

    Scusate mi chiamo livio, volevo sapere se di questo incontro ci sarà una qualche attività per portare avanti i progetti, oppure è servito solo per fare 2 chiacchiere? c’è un canale dove trattare questi argomenti? per favore fatemi sapere grazie mille
    livio

  2. Dario

    Ciao Livio, grazie per il commento. Il canale principale è il web, suddiviso su diversi sottocanali. Ti consiglio di visitare il sito internet http://www.italiastartup.it/ e i relativi canali social, linkati dal sito (facebook, twitter, etc.).

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