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Reportage dal Fuorisalone, giovani creativi da tutto il mondo unitevi

Se il Salone del Mobile è un evento fondamentale per un arredatore come il nostro Beppe Lanzini, per un designer è ben più importante tutto quello che sta fuori. Durante la settimana del Salone del Mobile infatti Milano si trasforma in un’esposizione a cielo aperto, dove giovani creativi provenienti da tutto il mondo mettono in mostra i propri progetti e le proprie idee migliori. Se andate sul sito fuorisalone.it potete farvi un’idea di che fermento ci sia a Milano durante questa settimana.

Per visitare tutte le esposizioni e partecipare agli eventi organizzati bisognerebbe però avere giornate da quarantott’ore. Se invece si ha a disposizione una sola giornata bisogna fare delle scelte e progettare il proprio itinerario. Con l’esplodere del fenomeno Fuorisalone molte zone sono diventate una copia del Salone e un’occasione in più per i brand di fare pubblicità camuffata da attenzione al design. Bisogna quindi stare molto attenti nelle proprie scelte, se non si vuole tornare a casa delusi!

Personalmente ho deciso di saltare il centro e fare una grossa X sulla più famosa Zona Tortona – rinominata Zona Tortura – per andare in via Ventura. Nascosta dietro alla stazione di Milano Lambrate, in un posto così tranquillo che non sembra di stare a Milano, è sicuramente una delle zone più interessanti da visitare. Qua infatti si può vedere il talento, la passione, l’avanguardia dei giovani creativi provenienti dalle migliori scuole di tutto il mondo; progetti utopistici che respirano di fresco e sono liberi dalla logiche di mercato.

All'ingresso di zona Ventura un mix tra moderno e tradizionale.

La tendenza di quest’anno è sicuramente un ritorno all’artigianato, al Do It Yourself: il designer non progetta più solo l’oggetto, ma anche tutti  gli strumenti necessari per poterlo costruire. Come quello realizzato da Jòlan van der Wiel per la sua Gravity Stool, una sedia  creata combinando la forza magnetica a quella gravitazionale… per un risultato bizzarro e sorprendente.

Altra tendenza è l’attenzione all’ambiente e alla scelta dei materiali. Molti oggetti sono realizzati in legno o con materie prime naturali, come i progetti provocatori lanciati da Thomas Maincent, che realizza una vera Spider Farm per l’allevamento dei ragni da seta del Madagascar, e da Thomas Vailly, che – partendo da una critica al culto contemporaneo del corpo – propone di utilizzare come materia prima i capelli umani, realizzando un set di bicchieri e tazze.

All'interno di uno stand si provano gli ogetti di design e ci si diverte.

Oltre che per il design il Fuorisalone è sempre una buona occasione per curiosare e scoprire una Milano nascosta: la più bella. Le aree espositive sono spesso realizzate all’interno di spazi quotidiani, reinventati per l’occasione, come scuole, capannoni, officine meccaniche, studi di design. Girovagando tra i vari stand è possibile scoprire una Milano che vive, al di là dei palazzi di vetro e dei vialoni trafficati.

Il tempo come accade quando ci si diverte vola e la giornata è presto finita. Peccato… spero di ritornare anche l’anno prossimo e di ritrovare lo stesso spirito innovativo, la stessa voglia di cambiare. È stata comunque una giornata molto stimolante. Porterò sicuramente nuovi spunti da utilizzare nell’Innovation Lab di OfficinaStrategia. Bello.

Allestimento realizzato all'interno di una vecchia officina meccanica.


1 Commento a Reportage dal Fuorisalone, giovani creativi da tutto il mondo unitevi

  1. Ciao Paolo,
    il tuo articolo offre ottimi spunti e consigli anche a chi non è un assiduo frequentatore del FuoriSalone.
    p.s. grazie per la disponibilità 🙂

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